Il Consiglio Comunale di Atrani ha approvato il Regolamento comunale per la tutela della vitalità urbana, un atto che segna un passaggio importante nella visione di governo e sviluppo del borgo.
Atrani è uno dei luoghi più belli della Costiera Amalfitana ma, come molti piccoli centri, affronta una criticità evidente nel periodo invernale, quando la chiusura di attività commerciali e ricettive rischia di spegnere la vita quotidiana del paese, riducendo servizi, presidi e relazioni sociali.
Il Regolamento nasce da questa consapevolezza e si fonda su un principio chiaro: mantenere vivo il borgo anche d’inverno è un interesse di tutta la comunità. Non impone obblighi né limita la libertà d’impresa, ma introduce un sistema volontario e premiale che valorizza chi contribuisce alla vita del paese nel periodo novembre–marzo.
Per la prima volta, commercio, somministrazione, strutture ricettive e locazioni brevi vengono inseriti in un unico quadro regolamentare, perché fanno parte dello stesso ecosistema urbano. Le presenze turistiche sostengono i consumi locali, i servizi aperti rendono Atrani attrattiva anche fuori stagione e la continuità dei servizi garantisce qualità della vita ai residenti. È una catena che funziona solo se ogni anello resta acceso.
Il Regolamento si inserisce in una visione più ampia fatta di eventi, tradizioni e iniziative culturali che accompagnano il borgo oltre la stagione estiva. Tuttavia, perché questa strategia produca effetti duraturi, è necessario che alla bellezza si affianchi la presenza concreta di servizi e attività aperte.
Il pericolo da evitare è quello di diventare un luogo sempre più bello ma sempre meno vissuto, una scenografia che si accende al mattino e si spegne la sera. Nel lungo periodo, comunità storiche rischiano di trasformarsi in spazi che si aprono e si chiudono a seconda delle stagioni, governati più come strutture turistiche che come città vive, con sindaci chiamati a gestire spazi anziché comunità. Atrani non vuole diventare questo: vuole restare prima di tutto una comunità viva, fatta di persone, relazioni, negozi aperti e servizi attivi tutto l’anno.
«Si chiede uno sforzo a tutti, non per obbligo, ma per senso di comunità, perché mantenere viva Atrani anche d’inverno non è una responsabilità del solo Comune, ma un impegno condiviso tra istituzioni, attività economiche e cittadini. È uno sforzo misurato e ragionevole, che guarda al bene collettivo e al futuro del borgo», dichiara il Sindaco Michele Siravo. «Con questo regolamento Atrani sceglie di non spegnersi d’inverno. Non imponiamo obblighi e non limitiamo la libertà d’impresa, ma costruiamo un sistema che premia chi decide di contribuire alla vita del borgo anche fuori stagione. Commercianti, ristoratori, strutture ricettive e locazioni brevi fanno parte dello stesso ecosistema urbano: se mancano i servizi, mancano le persone e un paese senza persone rischia di perdere la propria identità. Non è la soluzione definitiva al problema dello spopolamento, perché fenomeni complessi richiedono politiche strutturali e tempi lunghi, ma è un primo passo concreto per governare la stagionalità e mantenere vivo il tessuto sociale di Atrani tutto l’anno, evitando che la chiusura dei servizi e delle attività inneschi un progressivo svuotamento del paese.», aggiunge.
«La promozione turistica non può fermarsi alla stagione estiva», sottolinea il Delegato all’Accoglienza e Promozione Turistica, Consigliere Antonio Napoli. «Negli ultimi anni abbiamo lavorato per rendere Atrani attrattiva tutto l’anno, ma l’accoglienza funziona davvero solo se il borgo è vivo e i servizi sono presenti. Questo regolamento rafforza il sistema dell’ospitalità e la collaborazione con le attività economiche, creando le condizioni concrete per una vera destagionalizzazione.»
Atrani sceglie così di non subire la stagionalità, ma di governarla attraverso scelte amministrative consapevoli, responsabili e con visione. Perché Atrani non è un luogo stagionale. È una comunità che merita di restare viva ogni giorno dell’anno.